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Solamente gli sfigati muoiono

Turbolenza

Mentre aspettavano i loro pad thai, accennarono per la prima volta alla malattia: lei gli chiese come si sentisse. 

<<Bene>> disse lui, stringendosi nelle spalle. Tra loro c’era ancora quella piccola ferita aperta. All’epoca della diagnosi, in gennaio, lui non le aveva detto di avere il cancro. Miranda era venuta a saperlo dalla nonna, che viveva in Spagna. <<Perché ho dovuto scoprirlo da lei?>> gli aveva chiesto. Lui non le aveva risposto, e da allora non si erano quasi più rivolti la parola. Tornarono sull’argomento mentre aspettavano di mangiare. <<Ero imbarazzato>> disse lui. <<Lo so che non suona molto convincente>>. 

Dopo qualche titubanza, lei aveva ordinato un quarto di vino. Ne bevve un sorso. 

<<Mi vergognavo>> continuò lui. << C’è qualcosa di vergognoso nel…morire>>. Fece una risata. <<Di patetico>>. 

<<Tu non stai morendo>>.

<<Tutti stiamo morendo, tesoro>>. 

<<Mi hai capita benissimo>>.

In quel momento arrivarono i loro piatti, e comunque non c’era molto da aggiungere sul tema. Solo che anche parlare d’altro sembrava impossibile. Perciò finirono col parlare poco. 

David Szalay, Turbolenza, Adelphi

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